Inmatica, FiberSight e UniSalento avviano presso l’Orto Botanico del campus universitario il primo test integrato al mondo di applicazione reale degli innovativi sensori a fibra ottica progettati e validati al CERN di Ginevra

Una partnership internazionale

Inmatica, in collaborazione con la società portoghese FiberSight e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (DiSTeBA) dell’Università del Salento hanno avviato e completato con successo il primo test integrato al mondo relativo all’applicazione in un contesto reale degli innovativi sensori a fibra ottica “termo-igrometrici” progettati e validati al CERN di Ginevra. I sensori sono stati installati presso l’Orto Botanico dello stesso Dipartimento, per un’estensione lineare di circa 200m di terreno. Si tratta del primo test integrato del prodotto posto sul mercato internazionale da FiberSight, società start-up del CERN, di cui Inmatica è rivenditore esclusivo per il territorio italiano.

Una tecnologia innovativa unica al mondo e il ruolo dell’A.I.

Gli innovativi sensori installati all’Orto Botanico, integrati da un opportuno impianto hardware di gestione e da un software sviluppato ad hoc, consentono l’acquisizione di dati in tempo reale su lunghe distanze e sono in grado di monitorare migliaia di punti simultaneamente, offrendo efficienza e precisione eccezionali nel monitoraggio contestuale di temperatura e umidità, ad un costo infinitamente minore rispetto ad ogni altro strumento attualmente disponibile sul mercato. I possibili campi di applicazione sono l’agritech, l’ingegneria civile, le perdite idriche negli acquedotti. La tecnologia può essere integrata ed avvalersi inoltre di sofisticati algoritmi di Artificial Intelligence per la riduzione al minimo dei cosiddetti “falsi positivi” e per la messa a punto di scenari previsionali.

Un evento per la presentazione dei risultati

Il team congiunto di Inmatica, di FiberSight e del DiSTeBA monitorerà costantemente il suolo, sfruttando il potere della tecnologia e dei servizi integrati per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche e rilevare e prevenire in modo proattivo potenziali perdite d’acqua. L’iniziativa è il risultato degli sforzi collettivi di tutte e tre le entità coinvolte, riflettendo l’impegno condiviso per il progresso e la sostenibilità ambientale: in tal senso la scelta dell’Orto Botanico come location per la sperimentazione assume un significato anche simbolico, oltre che scientificamente rilevante. I risultati del periodo di test saranno presentati in un evento formale che sarà organizzato all’Università del Salento nei prossimi mesi.